Obiettivi
— Stimolare i bambini alla riflessione sulla propria identità di genere. — Stimolare i bambini a rendere comprensibili i propri desideri. — Stimolare i bambini alla riflessione sulla propria identità di genere e sui propri desideri. —Stimolare nei bambini la percezione della parità/disparità di divisione di compiti e ruoli nell’ambiente domestico e delle responsabilità quotidiane. — Riflettere sui mestieri considerati da donna e su quelli considerati da uomo e sugli stereotipi che sono ancora presenti. — Riflettere sui fattori e i condizionamenti che influiscono sulla scelta del lavoro. — Evidenziare le discriminazioni di genere presenti nei percorsi e nelle carriere lavorative. — Riconoscere i cambiamenti avvenuti tra le generazioni rispetto alle scelte lavorative. — Stimolare una riflessione sulla propria identità di genere e sulle proprie aspirazioni/desideri lavorativi.
Tempo di apprendimento
Apprendimento in: ottobre-gennaio
Contenuti
L’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile si propone di raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze. La parità di genere è un diritto umano fondamentale, una condizione imprescindibile per uno sviluppo sostenibile reale delle comunità umane utile per garantire a donne e ragazze sia la parità di accesso all’educazione, alle cure mediche, ai lavori dignitosi, sia la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici.
IO SONO
Riflessione su se stessi, sulla propria identità di genere e sulle proprie aspirazioni: come siamo e come vorremmo essere.
IO SONO
Riflessione su se stessi, sulla propria identità di genere e sulle proprie aspirazioni: come siamo e come vorremmo essere.
I RUOLI IN FAMIGLIA
Riflessioni sulla divisione dei compiti di cura e domestici in famiglia.
I MESTIERI
Riflessioni sulle professioni considerate da donna e professioni considerate da uomo, i condizionamenti che possono influire sulla scelta del lavoro, le discriminazioni di genere nei percorsi lavorativi.
LA SOCIETÀ
Gli stereotipi presenti nei media, nella letteratura, nelle fiabe; il ruolo delle donne nella storia e nella società, la violenza sulle donne da parte degli uomini.
Tutti i lavori realizzati condividono l’uso di pratiche metodologiche attive in cui sia possibile apprendere a partire dalla propria esperienza e dai propri vissuti. Giochi di cooperazione, ricerche di gruppo, interviste, rappresentazioni teatrali sono tutte attività che, con la diretta partecipazione di alunne e alunni, permettono di dare maggior concretezza alle proposte attraverso un apprendimento esperienziale che mette in gioco la componente cognitiva (opinioni, idee) ma anche la “pancia”, i sentimenti e le emozioni.
Le tematiche di genere devono essere sentite, vissute. Se trasmesse in maniera frontale, teorica come una delle tante materie da studiare, rischiano di essere percepite come qualcosa di astratto e che non appartiene alla propria esistenza.
La finalità dei percorsi di educazione al genere non è un semplice ampliamento di conoscenze ma, piuttosto, un percorso di consapevolezza dei propri desideri e aspirazioni, a partire dai propri vissuti che sono intrinsecamente legati alle nostre appartenenze di genere.
In questa prospettiva, compito della scuola, in un’alleanza preziosa con le famiglie, non è quello di offrire soluzioni ma strumenti, chiavi di lettura ai cittadini e alle cittadine di domani per agire e progettare la propria esistenza nella consapevolezza che nascere donna o uomo non è un destino ma un percorso esplorativo aperto e dinamico.
ATTIVITÀ “IO SONO”
1. Osservazione di sé allo specchio.
2. Rappresentazione grafica e verbalizzazione.
3. Gli sport conosciuti, i propri desideri: discussione, rappresentazione grafica e verbalizzazione.
4. Da grande vorrei fare: discussione, rappresentazione grafica e verbalizzazione.
ATTIVITÀ “I RUOLI IN FAMIGLIA”
1.Riflessioni e discussioni in classe sul ruolo di ciascun bambino/a in casa e sulla divisione delle responsabilità all’interno della famiglia.
2.Svolgimento del tema “All’interno della mia famiglia in quale modo mi posso rendere utile…”.
3. Rappresentazione grafico-pittorica dei concetti espressi negli elaborati.
ATTIVITÀ “I MESTIERI”
Rappresentazione grafica dei mestieri nelle diverse generazioni: nonni, genitori, ragazzi.
ATTIVITÀ “LA SOCIETÀ”
1. Lettura della storia “Rosa confetto”.
2. Riflessione in gruppo.
3. Disegno e rappresentazione grafica della scena preferita.
4. Drammatizzazione.
Valutazione iniziale: accertamento dei prerequisiti
Valutazione in itinere: osservazione per valutare l’interesse, la partecipazione, il rispetto delle regole e le dinamiche relazionali attivate in rapporto alle attività proposte.
Valutazione sommativa: grado di partecipazione alla realizzazione dei compiti reali e del compito autentico
Rubriche di autovalutazione: documentazione da parte dei singoli alunni dei punti di forza e di debolezza incontrati durante l’esecuzione dell’UDA.
